Ricordiamo……..un lavoratore instancabile, sempre con un progetto in mente, sempre con una nuova idea da realizzare.
Questo è uno dei tanti ricordi che abbiamo di nostro padre.
E quel senso di concretezza, il pragmatismo e la “sostanza”, nelle parole e nei fatti, che ha saputo trasmettere saranno per sempre un’eredità di immenso valore.
Nelle prossime righe troverete quanto Wikipedia gli ha “dedicato”, a ricostruzione di una carriera sportiva di cui andava, giustamente, orgoglioso. Ma nessuna enciclopedia on-line può trasmettere il calore della sua passione per i motori e le auto, l’entusiasmo per le vittorie e le esperienze internazionali, la voglia di vincere che, anche quando da pilota professionista si è reinventato imprenditore industriale, non l’ha mai abbandonato. Mai.

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                    La Famiglia

GLI ESORDI

Martini vinse nel 1973 la Formula Italia, passando nella stagione seguente alla Formula 2 con la Trivellato Corse a bordo di una March-BMW, ottenendo un quinto posto al Mugello, poi con la Scuderia del Passatore.
Nel Formula 2 rimase alla Scuderia del Passatore, ove iniziò a ottenere i primi risultati significativi: fu quarto nel Grande Premio do Estoril e terzo nel B.A.R.C. “200”, corso sul Circuito di Thruxton. In stagione chiuse a punti in altre due occasioni, cogliendo otto punti in totale e il quindicesimo posto in campionato. Per il 1976 rimase alla scuderia, ora denominata Everest, conquistando 12 punti, e il settimo posto della classifica totale, cogliendo come miglior risultato il terzo posto nel Gran Premio di Rouen. In quell’anno vinse anche il titolo italiano di categoria.

FORMULA 1

Nella stagione 1976 venne iscritto, sempre dalla Scuderia Everest (che disponeva di una Ferrari 312 T), a due gare di Formula 1, non valide per il campionato mondiale di quell’anno, la Race of Champions, disputata a Brands Hatch, e il BRDC International Trophy, corso sul Circuito di Silverstone. Divenne così il primo pilota italiano a guidare una Ferrari di F1, anche se non in prove iridate, dai tempi dell’impiego di Arturo Merzario, nel Gran Premio degli Stati Uniti 1973.
Nella prima occasione non prese parte alla gara, dopo essersi qualificato al quindicesimo posto, per un incidente nel giro di formazione, mentre nella seconda occasione Martini partì e chiuse al decimo posto. Questa fu l’ultima apparizione in una gara di F1, anche se non valida per il campionato mondiale, di una vettura Ferrari gestita da un team privato.

FORMULA SHELLSPORT

Nel 1978 partecipò a due prove del Campionato britannico di Formula 1; qui conquistò la vittoria nel Donington Formula 1 Trophy, al volante di una Ensign. Chiuse con 32 punti e l’undicesimo posto della graduatoria.